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IL COMMISSARIO MONTALBANO GRATIS SCARICA

Posted on Author Kagajin Posted in Multimedia


    Contents
  1. Buy for others
  2. Gratis Scarica Una lama di luce (Il commissario Montalbano) PDf/Epub Gratis
  3. L'altro capo del filo
  4. Dove guardare in streaming la replica di 'Tocco d'arte'

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Editorial Reviews.

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La cappella di famiglia. La rete di protezione. Alcide Maraventano era disposto a ricevere Montalbano. Ma la visita doviva essere breve.

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E inoltri il commissario doviva andarci da solo. In caso contrario la porta di casa non sarebbe stata aperta. L'abitazione di Alcide Maraventano era come se la ricordava, le persiane scardinate, l'intonaco caduto a pezzi, le finestri coi vetri rotti sostituiti da cartoni e assi di legno, il cancello di ferro mezzo sdirrupato. Solo quello che una volta era l'ammasso informe del giardino del parrino o forse no era ora addivintato una specie di foresta equatoriale.

Montalbano rimpianse di non avere portato con se' un machete. Si districo' tra i rami e i rovi, si fece uno strappo nella giacchetta e santiando arrivo' davanti alla porta che era chiusa. Tuppio' col pugno. Nisciuna risposta. Allura Montalbano rituppio' con due cavuci potenti.

Trasi' nello stesso cammarone dell'altra volta, accuposo di libri messi dovunque, a pile fino al soffitto, per terra, sui mobili, sulle seggie. Il parrino o forse no era assittato al suo solito posto darre un tavolo traballante, in bocca tiniva un termometro gigantesco.

Poi faccio le proporzioni" disse il parrino o forse no levandolo per un momento dalla bocca e rimettendolo subito a posto. No, quello e' un controllino che faccio di tanto in tanto. Siccome avevo saputo che Ho detto cosi' a un cretino che ha capito male. Pero' ho novantaquattro anni passati, amico mio. E quindi non e' poi tanto sbagliato dire che sono in fin di vita. Solo che ormai per fin di vita intendiamo tutti una sorta di stadio agonico.

Roba da chiamare il prete per l'ultima, estrema confessione. Niente, ragionamento perfetto. Maraventano si levo' finalmente il termometro, lo talio', lo poso' sul tavolo, scuoti' la testa, piglio' uno dei tri biberon pieni che erano davanti a lui e principio' a ciucciare. Le posso essere utile in qualcosa? Gli parlo' macari del suo scanto per la prossima mossa dell'omo che si credeva Dio o che pinsava d'essiri in stritti rapporti con lui.

Alcide Maraventano lo stette a sentiri senza interrompere mai. Solamente alla fine spio': "Ha con se' i bigliettini? Maraventano fece tanticchia di largo sul tavolo, li dispose in fila, li Uggi', li riliggi' e doppo talio' a Montalbano e si mise a ridacchiare.

E dato che l'altro non si decideva a parlare, lo provoco'. Le e' mai capitato di leggere uno dei Sifre ha-'iyyun? Non solo non li aviva liggiuti, ma non ne aviva mai sintuto parlare. E cu era? Vai a sapiri pirchi', quel nome e quel cognome gli sonarono veneziani. Montalbano principio' a sentirsi impacciato e sudatizzo. Era tornato di colpo a essere il mediocre studente ch'era sempre stato, dalle elementari all'universita'. Non rapri' piu' bocca, calo' la testa e si mise a disegnare circoli sul pruvolazzo del tavolo col dito indice.

Questo qui mi boccia" gli venne di pinsare. E sulla punta della lingua gli assumo una risposta classica: "Nel mio libro non c'era. Si susi' per un tempo che al commissario parse interminabile, tanto l'omo era longo. Alla fine, doppo essersi snodato come un sirpente, quella specie di asta che era un corpo e che terminava con una crozza cimiante si mise in camino. Il commissario lo senti' acchianare sulla scala perche' a ogni gradoni emetteva un "ah" doloroso.

Quasi s'affrunto' d'aver dovuto sottoporre il poviro vecchio a quella faticata, ma Alcide Maraventano era l'unico a potergli spiegare qualichi cosa di un problema che pariva non aviri soluzione. Gli venne gana di addrumarsi una sigaretta, ma si scanto' a farlo: con tutta quella carta in giro, sicca, gialluta, centenaria, a provocare un incendio bastava un nenti. Passarono una vintina di minuti. Per quanto appizzasse le orecchie, non sintiva nessuna rumorata viniri dal piano superiore.

Forse il vecchio era andato a cercare il libro in una cammara che non era proprio di supra a quella dove lui si trovava. Tutto 'nzemmula ci fu un boato spavintoso, un'esplosione terrificante, la casa intera traballio, qualche pezzo d'intonaco cadi' dal soffitto.

Una botta di tirrimoto? Una bombola del gas ch'era scoppiata? Montalbano, satato dalla seggia che a momenti sfondava il soffitto con una testata, vitti calare sulla porta che dava nella scala una specie di sipario bianco. Doviva essiri la polvere, il pruvolazzo dei calcinacci caduti al piano di supra. Forse la scala era pericolante. Ma il commissario si senti' in dovere di principiare ad acchianarla, cautamente, per andare in soccorso del parrino o forse no.

Il pruvolazzo denso gli trasi' nei polmoni, comincio' a farlo tossire. L'occhi principiarono a lagrimigliargli. Fu allura che noto' un certo movimento sul pianerottolo in cima alla scala. Io" fece la voce sirena e tranquilla di Alcide Maraventano. Doppo, tra la nebbia, il parrino o forse no comparse con un librone sutta il braccio. Da verde muffa, la tonaca era addivintata bianco gesso per il pruvolazzo. Alcide Maraventano pariva lo scheletro di un papa che scinniva una scala.

E' caduta una scaffalatura che a sua volta ha fatto cadere tre o quattro pile di libri. Stiamo parlando della Qabbalah e delle sue interpretazioni. Ne aveva inteso parlare, certo, ma sempre come qualcosa di misterioso, di segreto, di esoterico.

La luce si concentro' e si ritrasse tutta attorno a quel punto centrale Certo, il significato delle parole lo capiva, ma non gli arrinisciva la connessione tra una parola e l'altra. Aveva tutto 'nzemmula intuito indovi quel pazzo che si credeva Dio voleva andare a parare.

Il punto di maggiore concentrazione della luce, il punto centrale, e' il luogo della creazione, non della distruzione, sempre secondo Luria e Vital. Quello, invece, si e' fatto persuaso del contrario.

Bisogna che lei lo fermi. Con qualunque mezzo. Perche' il lunedi' e' il principio della luce, il giorno nel quale si crede che il Creatore abbia iniziato la sua opera. Ci pensi bene. Non devono essere tante le persone che si sono dedicate, o si dedicano, a studi cosi' difficili e complessi. Qualche volta veniva a discutere con me.

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Si chiamava Saverio Ostellino, era piu' grande di me di qualche anno. E' morto da tanto tempo. Abitava a Vigata. Mi ricordo di essere andato al suo funerale, e' sepolto li'. Montalbano aspitto' tanticchia e doppo, appizzando le orecchie, sinti' un leggerissimo runfuliare.

Maraventano si era addrummisciuto. O faciva finta? Ad ogni modo, quel sonno vero o finto stava a significare una sola cosa, che la visita era finita. Il commissario si susi' e nisci' dalla cammara in punta di pedi. Mimi' Augello gli sbatti' sulla scrivania, con un'ariata sdignosa, una decina di fogli scritti fitti fitti.

Per tua conoscenza, si tratta di quattrocentodue persone, tra mescoli, fimmine, picciotti, picciotteddre, vecchi, picciliddri e neonati. Sono presenti? O qualcuno di loro e' fora di casa? Quando decideremo di raggrupparli, voglio essere veramente sicuro che ci siano tutti.

Voglio sapere chi e' fora paisi per affari, studio, malatia e cose accussi'. Devo macari sapere se qualcuno ha in mente di partire entro lunedi' prossimo o se c'e' qualcuno che invece torna, sempre entro lunedi'.

Ma come faccio? Andate case case e fate una specie di censimento. Non manca a te, Mimi', d'inventare minchiate. Come aviva detto Maraventano che si chiamava lo studioso della Cabbala?

Ah, si': Saverio Ostellino. Sull'elenco ne risultavano tri: Francesco, Tiziano e, appunto, Saverio. Certamente un nipote. Che forse non aviva nenti a che fare con tutta la facenna. Il suo cognome, principiando per o, lo includeva tra le probabili vittime e quindi lo escludeva dalla possibilita' che fosse lui il pazzo fanatico. Ma era tutto da controllare. Passo' una mala nottata, in pratica ore e ore ad arramazzarsi nel letto. Troppe le domande, i dubbi, le incertezze che gli trapaniavano il ciriveddro.

Doviva avvertire il questore di quello che stava succedendo? Era suo dovere, sicuro. E se l'altro non gli avesse creduto, poteva fare lo stesso di testa sua? Che il pazzo pensava di fare una strage ne era certo come se quello glielo avesse comunicato di pirsona pirsonalmente, per dirla con Catarella. E di prepotenza ogni tanto si facevano largo alcune parole di Alcide Maraventano: " Queste parole lo squietavano, ma non arrinisciva a capiri pirchi'.

In qualche parte della casa doveva esserci una Bibbia che una volta si era fatto prestare e che non aveva mai restituito. Ci mise tempo, ma la trovo'. Torno' a corcarsi e principio' a leggere. In altri parole, "il settimo si riposo'". E con cio'? Che importanza aveva quella frase nell'indagine che stava facendo? Non sapiva pirchi' o pircome, ma sintiva, a pelle, che qualche cosa significava, quel giorno di riposo, e di molto importante.

L'omo caminava a passo lento, la testa vascia come a taliare indovi metteva i pedi data la scarsa luce che facivano i lampioni alcuni dei quali erano macari astutati. Non passava un cane, tutti erano andati a dormiri, almeno accussi' cridivano, mentri inveci erano andati a fare la prova generale del sonno eterno nel quale, da li' a qualche giorno, sarebbero precipitati per opera so'.

L'altro capo del filo

Tutti, vecchi che gia' sintivano allato il sciato della morti e picciliddri appena nasciuti che ancora non avivano rapruti l'occhi, anziani e picciotti, mascoli e fimmine. All'idea della vicinanza di quel giorno, del Giorno, un brivido violento gli parti' dall'inguine, acchiano' come una scossa elettrica lungo la spina dorsale, gli arrivo' al ciriveddro dandogli una specie di 'mbriacatura improvvisa, tanto violenta che le ummire della casa principiarono a firrigliargli torno torno.

Inserro' gli occhi, ansimando e gemendo di piaciri. Dovette starsene qualche minuto fermo, doppo la 'mbriacatura passo' e fu nuovamente in grado di ripigliare la passiata. Si mise a cantare senza voce, dintra di se': "Dies irae, dies illa La matina appresso, sul tardo, arrivo' Mimi' Augello dicendo che l'elenco si era ridotto di trentacinque persone. Quattro sono emigrati in Belgio, sei in Germania, tri stanno studiando a Palermo Un censimento sugli spostamenti interni ed esterni degli abitanti di alcune citta' campione.

Probabilmente santiavano dintra di loro. Mimi', ti devi mettere a un'opera fina, ma camurriosa. Fai un segno di croce, sullo stradario di Vigata, per indicare dove stanno di casa questi che hanno il cognome che principia con la o. Quindi traccia un percorso ideale, il piu' breve, perche' al momento opportuno noi possiamo avvertire tutti nel minor tempo possibile. Ho gia' parlato col proprietario, il locale ha cinquecento posti. Capisco che sara' complicato pirsuadiri questa gente a nesciri di casa, macari hanno qualche vecchio difficile da trasportare Di subito, Montalbano si senti' arraggiare.

Odiava quella frase. La sentiva pronunziare sempre piu' spisso in qualisisiasi riunione e chi la diceva aviva la 'ntinzioni, piu' o meno ammucciata, di sviare il discorso che si stava facendo. Si tenne, non fece catunio pirchi' la facenna che stavano trattando era troppo importante. Tu ti rendi conto? Ci saranno picciliddri che piangono, altri che giocano facendo battaria, vecchi che vogliono riposare, omini che litigano Gli facciamo proiettare una bella pellicola.

Una di quelle che possono vedere tutti. E tu, che hai una voce passabile, gli puoi macari cantare qualche canzonetta. I tri Ostellino, Francesco, Tiziano e Saverio non vi comparivano. Lo prui' ad Augello. Mimi' glielo strappo' dalla mano e nisci' dalla cammara senza manco salutarlo. L'indomani a matino s'appresento' in commissariato che era ancora presto, e presto assa'. Fazio infatti era calato in un sonno profunno, la testa appuiata sulle braccia conserte a loro volta appuiate sulla scrivania.

Non lo potevi dire a Galluzzo? A proposito, sono due giorni che non lo vedo, il signor Gallo! Che mi dovevano dire? Potevate degnarvi di farmelo sapere! Quando ci sono i funerali? Digli che lo pago quello che vuole, ma la voglio. Stava per andarsene, doppo avere abbracciato Gallo, quando gli venne di fari una pinsata. S'avvicino' a un custode. Il commissario, che non aviva gana di babbiare, lo talio' malamente. A quella taliata, tutta la filosofia del custode scomparse.

Poi gira subito a mano manca e si viene a trovare davanti alla Chiesa che c'e' al centro del cimitero. Darre la Chiesa, quasi attaccata, ci sta la tomba che cerca. In alto c'era un ampio fregio, una specie di cartiglio, sul quale c'era scritto a caratteri di bronzo dorato "Famiglia Ostellino". Era ben tenuta. Infilo' la testa tra le sbarre di ferro battuto del cancello che faceva da porta, ma i vetri spessi e colorati in grigio che c'erano darre gli impedirono la vista dell'interno.

Rivolse una breve preghiera mentale al cabbalista Saverio Ostellino perche' dall'aldila' gli desse una mano d'aiuto e nisci' dal camposanto.

Ando' alla trattoria San Calogero ma, con grande costernazione del proprietario, non fu capace di mangiari nenti di nenti.

Si sentiva la vucca dello stomaco stritta e persino il sciauro del pisci gli dava fastiddio. Si fece una lunga passiata al molo, ma era allascato e stanco. Stanco e umiliato per la sua impotenza, la sua incapacita' di fermare il piano dell'omo che si credeva Dio. Capiva lucidamente di essere costretto ad andare a rimorchio appresso alla follia dello sconosciuto.

Non arrinisciva a farsi venire in testa qualichi cosa che gli poteva permettere di mettersi, se non un passo avanti, almeno a paro del suo avversario. Poteva solo giocare in difesa. E per lui questa era una novita' che lo pigliava assolutamente spriparato. Il peggio era che non arrinisciva a cangiare in raggia il senso di frustrazione che provava.

La raggia, per lui, era un motore potente. Si era appena assittato che la porta sbatti' con violenza contro il muro. Apparse, naturalmente, Catarella. Dice accussi' che lui devi avere la pripiorita' soluta! Dice che e' cosa urgentissimamenti urgenti! Se telefonava, la cosa doveva essere grossa assa' e veramente urgentissima. Da dove telefona, signor Maraventano? E' venuto a trovarmi un amico che ha uno di quei cosi, come si chiamano Le voglio dire che ho riflettuto a lungo su tutto quello che lei mi ha raccontato e sono pervenuto a una conclusione.

Maraventano si stava facenno una ciucciata. Addivinto' nirbuso, quello se la stava pigliando commoda. In un fiat, era arrinisciuto a capire quello che non aviva capito quanno aveva liggiuto la Bibbia.

Dove guardare in streaming la replica di 'Tocco d'arte'

Il lunedi', giorno che segnava il principio della creazione, non poteva essere lo stesso della fine! Si ricordi: di qualsiasi cosa si tratti, accadra' sicuramente entro la mezzanotte di sabato, perche' la domenica il nostro imbecille dovra' riposare. Assieme a molte altre persone, temo. E attento: la fine della contrazione, nella confusione mentale di quest'individuo, coincidera' necessariamente con il tornare a essere luce accecante, inguardabile. Mi sono spiegato? Montalbano, sentendosi acchianare una specie di frevi, non lo ringrazio', non lo saluto', riattacco' semplicemente e si mise a fare voci senza manco rendersene conto.

Che giorno e'?

E quindi il giorno appresso era il 2 novembre, il giorno dedicato ai morti. Non si stavano sbagliando, lui e Maraventano. Ne ebbe chiara, immediata, assoluta certezza. Come diceva la preghiera che aveva sentito in chiesa durante il funerale? Ecco, era il "Credo" E il 2 novembre, al camposanto, quel pazzo li avrebbe avuti tutti sottomano, i vivi e i morti!

E l'ultima cosa che i vivi avrebbero visto sarebbe stato il manifestarsi della luce assoluta. E di colpo l'agitazione scomposta gli passo', rimase una tensione razionale. Aviva finalmenti intravisto il modo di pigliare l'iniziativa, spiazzando l'avversario.

Non era piu' a rimorchio. Toccava a lui fare la mossa giusta. Qualsiasi cosa deve capitare, capitera' domani, sabato, e non lunedi'. Ci avevo gia' pensato, a questa possibilita', e qualcuno proprio ora me l'ha confermata. Fazio, ricordati che appena finiamo qua, mandi Gallo ad avvertire Mezzano che il suo cinema deve restare a nostra completa disposizione dalle ventuno alle ventiquattro di oggi.

Una volta tanto, se la mia supposizione e' giusta, lo precediamo. Ma e' cosa troppo longa spiegarvi il mio ragionamento. Meno tempo perdiamo e meglio e', credetemi. E tempo ce ne resta picca assa'. Precipitatevi con gli altri ad avvertire le famiglie. Dite di presentarsi alle nove precise. Hanno cinque ore per prepararsi. Se c'e' qualche malato ce lo facciano sapere, mandiamo a pigliarlo con un'ambulanza. Mimi', tu ti metti alla porta del cinema con l'elenco e spunti i nomi di quelli che entrano.

Se qualcuno non si e' presentato, avverti Fazio che provvedera' a farlo ricercare e prelevare. Vedrai, si precipiteranno. E' cosi'? Ne consegue che il pazzo fara' quello che ha in testa di fare il lunedi' che viene, come i lunedi' passati" continuo' Augello. Doppo, iso' l'occhi e talio' il commissario. E sono pronto a collaborare con lei.

Ma devo informare i miei superiori e lei questo non lo vuole, come non vuole informare i suoi. Stettero muti per tanticchia. Allora ha il dovere d'intervenire, anche chiedendo rinforzi, per mantenere l'ordine pubblico.

Nisci' dalla caserma dei carrabinera sollevato. Aviva macari ottenuto, dal sindaco, l'invio di una decina di guardie municipali. Da solo, con i so' uomini, non ce l'avrebbe fatta a contenere le centinara di curiosi che avrebbero scasato appena la notizia si veniva a sapere. La trasuta al cinema delle famiglie convocate avvenne tra due ali di folla rumoreggiante a malappena trattenuta da carrabinera e vigili urbani. Tutta la faccenna, va a sapiri pirchi', aviva pigliato un tono allegro, di sfotto' reciproco tra quelli che trasivano e quelli che li taliavano trasiri.

Ma, tra i convocati, ci furono macari proteste e murmurii, soprattutto da parte dei piu' anziani. Un picciotto, capelli lunghi, orecchino, barba, si piazzo' davanti al commissario e gli fece il saluto fascista.

Fazio gli mollo' un poderoso cavucio in culo e quello scomparse tra la folla. Mentri la gente trasiva, il cinema si andava trasformando in qualichi cosa di mezzo tra il nido d'infanzia e l'ospizio dei vecchi. Finalmente il commissario pote' acchianare sul palco seguito da Mimi' Augello.

Sapiva di non essiri assolutamente capace di parlari in pubblico, era rosso in faccia e si sentiva la vucca tutta allappusa come quanno si mangia il limone.

Scusatemi per il disturbo, ma l'ho fatto nel vostro stesso coso, come si dice C'e' uno che Mimi' fu rapido ed efficace, spiego' quello che doviva spiegari, rassicuro' i presenti che niente potiva loro accadere all'interno del cinema, presidiato dintra e fora.

Annunzio' che sarebbe stato fatto l'appello per maggiore sicurezza. Acchiano' Fazio con l'elenco in mano e gli si mise allato. Si sentirono risatine, commenti, la tensione era di molto calata. L'appello era arrivato quasi alla fine quanno ci fu un intoppo. Manco stavolta venne risposta. No, l'assenza di Saverio Ostellino non era un caso: ebbe la certezza d'essere arrinisciuto a far fare il primo passo falso all'avversario.

Scatto' come una saitta verso il sittantino. E mentri quello obbediva senza sciatari, continuo' rivolto a Mimi' e a Fazio ch'erano sul palco: "Voi due venite con me. Gallo continui l'appello. A pochi passi c'era l'insegna di un sale e tabacchi. Lo spaccio aviva la saracinesca abbassata a meta'.

Si calarono e trasirono. Lei conosce un tale che si chiama Saverio Ostellino? Si esibi' in una litania di santioni. Arrivarono all'altra tabaccheria che il proprietario stava inserrando una vetrinetta piena di pipe che c'era allato alla porta. Il tabaccaio fece letteralmente un salto in aria e si volto' scantato. Lo piglio' per i risvolti della giacchetta e l'impiccico' contro la vetrinetta.

Lo conosci a Saverio Ostellino, si' o no? Una fimmina un pacchetto di cirina, il ragiuneri Anfuso du' fogli di carta bollata, una picciotta una busta e un francobollo e me' cuscino Filippu si joco' una schedina.

Si misero a curriri verso il cinema, indovi il commissario aviva lasciato la so' machina. Fazio si sentiva il cori stritto: mai, avanti, aviva visto il suo capo accussi' prioccupato. A malgrado che il villino degli Ostellino era all'estrema periferia del paisi che gia' pariva campagna, ci arrivarono in un vidiri e svidiri, prima d'allura il commissario non aviva provato a curriri tanto e tutto si potiva dire di lui eccetto che era uno che sapiva tiniri il volante in mano. Un cane randagio se la scanso' per un pilo, l'autista di una Cinquecento, che veniva in senso inverso, vitti la morte con l'occhi.

Montalbano fermo' proprio davanti alla porta del villino. Scinnirono e lo taliarono dall'esterno. Nisciuna luce trapelava dalle pirsiane, la casa era allo scuro completo. Poteva darsi che Saverio Ostellino sinni stava appostato darre a una finestra ad aspittarli col revorbaro in mano e potiva darsi che no. L'unica era provare. Il commissario prui' le chiavi a Fazio e questi rapri' la porta.

Montalbano trasi' per primo e addrumo' le luci. Si trovarono dintra a una gran cammara di ricevere, bene arredata con mobili ottocenteschi, di gusto tanticchia funereo. Per il si' o per il no, Augello e Fazio quasi in contemporanea scocciarono le pistole. Taliarono accuratamente al pianoterra che era fatto dal grannissimo salone, e po' da una cucina, una piccola cammara-studio, un bagno.

Nenti, non solo non c'era anima criata, ma le cammare, per quanto pulitissime, davano l'impressione di non essere state abitate da tempo. Acchianarono quatelosamente al piano di sopra: tri cammare da dormiri, tri bagni. Raprirono gli armuar, si calarono a taliare sutta ai letti.

Una solamenti delle tri cammare di letto, dal grande disordine che c'era, si vidiva che era normalmente usata. L'istisso per uno dei tri bagni. Restava l'ultimo piano ch'era composto da un unico grannissimo cammarone, uno studio con al centro un tavolo. Migliala di libri dovunque, nelle scaffalature, 'n terra, a mucchi, a pile. Di subito, al commissario parse una replica della cammara di Alcide Maraventano. Gli basto' una taliata per capire che si trovava davanti a una biblioteca specializzata: libri esoterici, di magia, di filosofia, di storia delle religioni e via di questo passo.

La cosa curiosa era che non parivano libri accattati di recente, il piu' novo doviva risalire a una quarantina d'anni avanti. Ad ogni modo, non c'era piu' motivo di dubitare: l'ammazzatore d'armali, l'omo che si cridiva Dio, finalmente aveva nome e cognome. Montalbano si sinti' per mita' soddisfatto e per l'altra mita', se possibile, ancora piu' scantato.

Era arrinisciuto si' a fargli fare la mossa sbagliata, ma la partita non era finita. Anzi, era ancora da principiare. Questa e' una 7, Mimi' e Fazio si voltarono a taliarlo con l'occhi sbarracati.

Il commissario non chiari' che l'aviva detto a se stesso. Senza che ci fosse stato accordo preventivo, stavolta al volante ci si mise Augello. Ne avivano viste troppe durante il viaggio d'andata e il commissario non protesto'.

Ma Montalbano stava seguendo un suo pinsero. Aviva quello che Montalbano chiamava il complesso dell'anagrafe. Ha insegnato al liceo di Montelusa. Una vita metodica. Ma tri anni fa la sua esistenza cangio'. In un colpo solo perse la mogliere e la figlia che andava alla prima elementare. Fu un incidente d'auto. Guidava la mogliere, lui non c'era. Da allora e' andato a vivere da solo in una casa che gli aveva lasciato so' nonno. Questa dove siamo appena stati, credo. Ha smesso di travagliare, non gli spercia di fare piu' nenti.

Non nesci quasi mai. Tuppiarono alla porta della casa del custode ch'era allato. E seguito': "Saverio Ostellino s'e' visto in questi ultimi tempi? Praticamente, da quando gli sono morte la mogliere e la figlia, viene tutti i giorni. E' il primo a trasire e l'ultimo a niscire. Povirazzo, non ci sta piu' con la testa.

Almeno accussi' ha detto a mia e ai miei aiutanti. Porta sempre una valigetta di media grannizza. Dintra ci ha spiegato che ci sono i libri di preghiere. Ma che vuole che fa 'sto poviro 'nfilici? Una volta mi parlo'. Mi spiego' che aviva attrovato, seconno lui, il modo di far risuscitare la mogliere e la picciliddra. Pazzu completu. Che ci possiamo fare? Disgrazie granni, sono. Se me lo permettono e si fanno di lato un mumentu Ma in quel momento avivano altri pinseri per la testa. Alla luce, l'interno della tomba si rivelo' pulitissimo e in perfetto ordine.

C'erano sciuri freschi davanti ai loculi della mogliere e della figlia di Saverio Ostellino. Forse il povirazzo ci veniva col simplice scopo di prigari e basta. Ma in quel momento il commissario s'adduno' che 'n terra, allato all'altare, c'era una specie di rettangolo scuro.

S'avvicino': era una botola aperta, la spessa lastra che serviva da chiusura stava appoggiata al muro.

Si calo' a taliare, ma c'era troppo scuro. Pero' mi fa miraviglia. E il signor Ostellino non ce l'ha domandata. E po' non si lassa aperta. La purpania era granni quanto la tomba di sopra. Non era intonacata. Tri vecchi tabbuti erano assistimati al centro.

Erano stati spostati per lasciare libere le pareti. Infatti tutte e quattro le pareti, fino ad altizza d'omo, erano letteralmente rivestite da candelotti di dinamite, sistemati a gruppi in un ordine perfetto.

Le micce dei candelotti erano legate tra loro e congiunte a una miccia piu' grossa e piu' lunga di tutte.

Abbastava addrumare questa per far saltare tutto. Quali libri di preghiere! Domani, giorno dei morti, nel momento in cui il camposanto era piu' affollato, avrebbe dato fuoco alla miccia.


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